Il corpo racconta: ti fidi di te?

Il corpo racconta: ti fidi di te?

Il corpo racconta: ti fidi di te?

Ti fidi di te?

Hai presente le famose frasi: “se vuoi, puoi”, “se ci credi davvero, ce la farai”, “se puoi sognarlo, puoi farlo”? Ecco, tutto vero, con una piccola omissione: se non pensi seriamente di essere in grado di realizzarlo, sarai il peggior nemico del tuo sogno nel cassetto: la tua insicurezza ti metterà i bastoni fra le ruote costellati da dubbi, timori, timidezze e sconforto.

Un’educazione segnata da messaggi negativi, reali o supposti; la mancanza di approvazione, gratificazione e riconoscimento, possono essere dannosi per lo sviluppo della personalità e molto spesso le difficoltà che riscontriamo ad occupare il nostro territorio, il nostro posto nel mondo, sono collegate a una carenza di sicurezza.

Capisci da solo/a che possono diventare bastoni parecchio ingombranti e che, nel tentativo di avanzare arrancando verso ciò che vuoi, il cervello ha bisogno di sbolognare ad altro la gestione di questi ostacoli.

Ostacoli che, se non vengono affrontati, rimangono lì a gravare sul povero organo che li ha presi in carico e che, non solo non sa che farsene, ma ne sente il peso affaticandosi e andando in affanno.

In pratica, mentre il cervello cerca di farsi un lavaggio con frasi incoraggianti e motivanti; mentre attorno il mondo sventola esempi di successo che non fanno altro che accrescere la tua ansia; mentre vieni bombardato dal concetto che devi essere positivo, ottimista e certo della riuscita per essere vincente in una semplificazione della legge dell’attrazione quantomeno fuorviante, la tua insicurezza si mette a pulsare in un angolo lontano dalla mente.

I luoghi del corpo prediletti dalla mancanza di fiducia in te sono tipicamente i polmoni, il fegato e lo stomaco/duodeno; iniziamo con ordine e, pian piano, terminerò la carrellata.

I polmoni

Sono l’organo del respiro e del “soffio vitale”: insieme al cibo, ci garantiscono il carburante per vivere e, insieme ai reni, sono gli elementi chiave dell’omeostasi (equilibrio interno del corpo).

Quando c’è qualcosa che non va:

  • I polmoni comunicano iniziando con la difficoltà a respirare normalmente per poi passare a una inspirazione ed espirazione rumorosa, rauca, fischiante, faticosa; talvolta aggravata da una tosse irritante o tosse grassa insistente.
  • Altre modalità di espressione e richiamo a prendersi cura di loro sono un senso di affaticamento e mancanza di dinamismo: la stanchezza viene vissuta come qualcosa di non grave, “normale”, conseguenza di una giornata pesante, uno sforzo o un’attività fuori dal comune. Quando però diventa cronica (e la possiamo considerare tale dopo un periodo di soli 10/14 giorni!!) il cervello cerca il modo di adattarsi al problema in modo che tutto continui a funzionare nonostante il corpo ne venga destabilizzato. Ecco, devi prendere consapevolezza che essere sempre stanco/a non è normale ed è un segnale che non va ignorato!
  • Il sistema respiratorio parla anche attraverso la schiena ed in particolare nella zona tra le scapole: è un punto subdolo perché qui si concentrano molte tensioni corporee, ma chi ha un atteggiamento timido, discreto, al limite del timoroso nell’aver paura di disturbare, adotta una postura che chiude le spalle su sé stesse, come se volesse ridurre il proprio spazio vitale.
  • Altro messaggio tipico è la sensazione di soffocare sotto sforzo: ricordati che i muscoli sono fatti per muoversi, quindi fare fatica quando si è fuori allenamento è normale, ma sentirsi male, no! Bisogna sempre affrontare l’allenamento in modo progressivo per non eccedere quando l’organismo non è pronto a sostenere ritmi o continuità intense, ma ogni volta che non ti senti bene, fermati perché qualcosa non va.
  • E senza essere sotto sforzo, talvolta queste difficoltà accelerano il battito cardiaco e aumentano la sudorazione, mentre colorito della pelle diventa spento, meno roseo, come effetto della carenza di ossigeno ai tessuti (si può riscontrare anche il colore grigio/blu sotto le unghie).

I problemi respiratori comportano un dispendio di energia tale che la persona in difficoltà non ha più la forza di osare e perde ulteriore fiducia peggiorando ulteriormente il circolo vizioso.

COSA FARE?
Curando la psiche si agisce sul fisico e curando il fisico si agisce sulla psiche:
• Il movimento è sempre un ottimo alleato per rendere elastico ed estensibile il rivestimento dei polmoni (pleura) permettendo le variazioni di volume della gabbia toracica. Allo stesso tempo, imparare a controllare la respirazione attraverso esercizi specifici insegna a sfruttare al meglio la capacità polmonare.
• Evita di ingrassare per non appesantire ulteriormente diaframma e polmoni e presta attenzione a ciò che infiamma il fegato (alcol e cioccolato, ad esempio).
• Affronta le tue insicurezze per andare incontro ai tuoi sogni!
COME TI POSSO AIUTARE?
In un percorso combinato mente-corpo: lo yoga aiuterà l’allungamento, l’apertura del torace, la postura e la respirazione grazie alle tecniche di pranayama; e il counseling ti allenerà a vederti da un’altra prospettiva per far crescere la tua fiducia!

Inspira il futuro,
espira il passato
…e vivi!

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