L’eco delle emozioni

L'eco delle emozioni

L’eco delle emozioni

C’è stato un tempo di grande inconsapevolezza in cui mi trovavo a fare i conti col mio corpo che, palesemente in difficoltà, cercava di parlarmi attraverso coliti talmente intense da bloccarmi il respiro e darmi la sensazione di un pugnale infilato nel cuore; attraverso crampi notturni alle gambe che mi svegliavano e non mi lasciavano riposare bene; attraverso otiti improvvise e mai avute prima; attraverso l’incapacità di digerire cibi che avevo sempre mangiato e manifestazioni cutanee che andavano e venivano in modo apparentemente ingiustificato.

Ho la fortuna di avere un corpo che parla molto (non ricordo nemmeno tutte le sue esclamazioni a carattere maiuscolo) e che si esprime con tanta determinazione da non riuscire a ignorarlo; questo ha fatto sì che col passare del tempo io, dal considerarlo un’appendice del cervello, uno strumento che mi permetteva di essere fisicamente, agire e muovermi, ma non dotato di una sua intelligenza e sensibilità, iniziassi a prestargli attenzione. Nel momento in cui emergeva il suo dissenso, fortunatamente, l’ho sempre preso come un campanello d’allarme, la spia che segnava che il limite di sopportazione era estremamente vicino e che dovevo intervenire, cambiare rotta, atteggiamento, modus operandi.

E nel cercare di dare un senso a ciò che accadeva, mi sono resa conto della silenziosa complessità e profondità del corpo attraverso lo yoga, ritrovandomi sciolta e libera in asana più complesse di altre, che mi mettevano in difficoltà; con sguardo sempre più curioso, mi rendevo conto che ciò che era semplice per me per altri era quasi impossibile e viceversa: ogni corpo aveva i suoi punti deboli e i suoi punti di forza. Col tempo capivo che non tutto era allungamento, elasticità, forza muscolare: quasi tutti hanno la loro articolazione che non è in difficoltà meccanica, ma emotiva, e che parla esattamente come le coliti, i crampi, il bruxismo, il mal di stomaco, le emicranie, le otiti e chi più ne ha, più ne metta.

L'eco delle emozioni

Il corpo parla di noi, e noi non lo ascoltiamo.

Parla e racconta tutto quello che viviamo, immagazzina emozioni, memorizza stati d’animo, ci restituisce la chiusura della paura e il respiro bloccato dell’ansia, l’instabilità affettiva, il dolore di una perdita, l’insicurezza dei rapporti con gli altri, la mancanza di fiducia nelle nostre capacità, la frustrazione di un’educazione rigida, l’equilibrio nei momenti difficili.

Ogni organo ed ogni articolazione del nostro corpo possono reagire all’emozione e il nostro punto debole (quello in cui si manifestano maggiormente gli shock e gli stress della nostra vita) delinea ciò che più ci mette in difficoltà: ad esempio, lo stomaco sarà soggetto a somatizzazione in chi fatica nella vita sociale, il seno in chi sente instabilità affettiva, il fegato in chi sente minato il proprio essere profondo. La disfunzione è l’espressione corporea delle tensioni accumulate e la somatizzazione non è altro che il travaso dell’eccesso di emozioni negli organi. L’irritazione di questi può provocare un problema articolare, come un problema articolare può scatenare un problema viscerale; e, a loro volta, le reazioni di questi due sistemi stimolano determinati nostri comportamenti e atteggiamenti.

Da questa consapevolezza ho preso realmente coscienza della parola yoga “unione”, riconoscendo che tutto all’interno di noi è strettamente collegato in un rapporto emozione – mente – corpo – comportamento; e che, evidentemente, curando la psiche si agisce sul fisico e curando il fisico si agisce sulla psiche.

Il fascino di questo legame mi ha stregata a tal punto da farne il fulcro del mio lavoro e dei miei continui studi e approfondimenti per aiutare le persone a leggere quei segnali e affrontarli con un approccio combinato e parallelo tra corpo e mente.

L'eco delle emozioni

Chi non si forma, si ferma

Una mia carissima amica mi ha sempre presa in giro chiamandomi “la donna dei corsi” ed effettivamente la mia fame di sapere si placa per brevi periodi e dopo abbondanti scorpacciate, per cui, con grande trasporto, sto approfondendo le dinamiche mente, corpo e psiche attraverso lo studio della P.N.E.I. (Psiconeuroendocrinoimmunologia), una disciplina che studia le relazioni bidirezionali tra psiche e sistemi biologici e che vede l’organismo umano come una unità strutturata e interconnessa, rivalutando lo sguardo olistico della tradizione medica (Medicina Tradizionale Cinese e della Grecia antica).

Il benessere dell’individuo, secondo questo modello bio-psico-sociale, deriva dai tanti aspetti della vita della persona che naturalmente influenzano la sua salute (mentale e fisica): alimentazione, ritmi circadiani (sonno-veglia), stile di vita, relazioni, ambiente circostante, attività motoria, lavoro e hobby, in uno sguardo globale che non trascura nessun aspetto per definire le cause infiammatorie a livello fisiologico e sistemico.

Se leggendo questo articolo ti è venuto in mente qualche disturbo o fastidio che non sai spiegarti e sei curioso di scoprire di più, scrivimi!

“Non muovere mai l’anima senza il corpo, né il corpo senza l’anima, affinché difendendosi l’uno con l’altra, queste due parti mantengano il loro equilibrio e la loro salute.”

Platone

 

 

 

 

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