Il Solstizio d’Inverno: tempo di Rinascita

Il Solstizio d'Inverno: tempo di Rinascita

Il Solstizio d’Inverno: tempo di Rinascita

Quest’anno, tra le varie cose, lo ricorderemo anche perché, dopo varie stagioni che non ricordavano le proprie caratteristiche e il proprio significato, abbiamo vissuto una splendente e rigogliosa primavera (dai balconi, lo so), una calda estate e un piovoso autunno che, nelle ultime settimane ci prepara all’inverno con abbondanti nevicate.

Stiamo attraversando i giorni più corti dell’anno e il calendario avanza verso il Solstizio d’Inverno, apparentemente apice del buio più nero, ma, in realtà, momento di ritorno alla luce: infatti, la spiritualità della natura celebrata dalla religione pagana, celebrava il 21 Dicembre come rinascita del Sole Bambino.

Presso i Celti, in questo giorno, si dava inizio ai festeggiamenti che si protraevano fino al 25 Dicembre (o addirittura al 6 Gennaio) che prevedevano dei rituali volti a salutare il buio: per quanto parliamo di un’epoca assai lontana, l’essere umano era ed è un “animale diurno”, confortato dalla possibilità di vedere che cosa lo circonda e quindi, ora come allora, la stagione fredda con le sue poche ore di luce, porta nell’animo maggiore malinconia, spirito introspettivo, minor spinta all’azione e al confronto.

E’ innegabile, infatti, che da Samhain (31 Ottobre) a Yule (21 Dicembre) tendiamo a ritirarci in casa (anche senza forzature causa pandemia), le occasioni sociali mutano e si fanno più raccolte, i propositi che ci prefiggiamo sono rivolti “alla nuova stagione”, le attività che ci accompagnano maggiormente sono intimiste e talvolta solitarie. I ritmi, come in natura, rallentano nella ricerca di quel riposo che la nostra natura istintuale di animali ci ricorda in modo silenzioso e sommesso.

Ma, la psiche umana, pur sapendo che ci vorranno ancora molti mesi per giungere alla primavera ed alle giornate luminose, risente del cambiamento che avviene con il Solstizio ed inizia a percepire una sorta di fiducia nei confronti del nuovo che pian piano germoglia sottoterra.

I Celti sapevano bene tutto ciò e quindi, pur dando la stessa importanza sia ai mesi luminosi che a quelli bui, coglievano l’occasione per festeggiare Yule e lo facevano con rituali e banchetti pieni di gioia, esattamente come facciamo noi nel periodo natalizio.

Per questa popolazione, colui che nasce al Solstizio come il nuovo sole è Lugh (il futuro campione della tribù), il quale viene rapito dopo tre giorni di vita e nascosto lontano da casa per sfuggire a Balor (il Gigante dei Fomori), che lo vuole uccidere perché già al corrente della profezia secondo la quale il bambino, una volta cresciuto, lo sconfiggerà per prendere liberare la tribù dai demoni fomoriani.

Insomma, in tutte le mitologie tale momento saluta la nascita di un “bambino speciale” (il Sole), venuto al mondo nella notte più lunga: sia Gesù che Lugh, infatti, non sono altro che rappresentazioni della salvifica luce capace di incoraggiare e di portare speranza, la stessa che noi inconsciamente richiamiamo a Dicembre con l’accensione di candele o alberi di Natale.

Alberi di Natale, che, originariamente erano abeti, simboli, insieme al vischio e all’agrifoglio, della rigenerazione e l’immortalità proprie di questo rito di passaggio.

Il Solstizio d'Inverno: tempo di Rinascita

I riti e i simboli di questa festività

 

Il Ceppo di Yule

Il ceppo è un tronco di quercia, caduta naturalmente ed assolutamente non abbattuta, che va acceso ogni sera per dodici giorni, preferibilmente insieme ad una parte del ceppo dell’anno precedente. Allo scadere dei giorni, ed avendo salvato una parte del legno per il prossimo Dicembre, la cenere viene raccolta e conservata fino a primavera, quando verrà sparsa sul terreno per propiziare una buona semina. In questo modo il sole nascente al Solstizio d’Inverno verrà simbolicamente distribuito alla Terra ed il ciclo potrà ricominciare positivamente.

 

Il Ramo dei Desideri

Un rametto secco viene dipinto color oro (in assenza di tinta dorata si riveste con spago/filo/nastro dorato). Fino al 21 Dicembre, si apprende all’ingresso, o comunque vicino alla porta di entrata della casa. Teniamo vicino dei cartoncini rossi e un pennarello e chiunque entri in casa può scrivere il proprio desiderio; si piega il cartoncino e si lega al Ramo.

Il giorno del Solstizio il rametto va messo sopra la legna da ardere (in alternativa si può fare un piccolo falò) e i nostri desideri, attraverso il fumo, arriveranno al Cielo aiutandoci a renderli reali.

 

…questo è un ottimo momento anche per…

  • Cantare
  • Chiedere scusa a qualcuno se avete sbagliato
  • Suonare il vostro strumento (può essere anche una campanella o i cimbali) la mattina del Solstizio per salutare il nuovo Sole
  • Fare delle domande importanti su ciò che volete ottenere con l’anno che inizia
  • Lasciar andare ciò che non volete più, come una purificazione dall’anno passato (consiglio di accompagnare questa meditazione con incenso e candele)
  • Scrivere su un foglio cosa volete che la luce purifichi nella vostra vita, man mano che arriva nel nuovo anno. Quindi bruciatelo.
  • Cercare di ricordare il sogno che farete la notte del 20: segna solitamente un evento importante dell’anno che verrà (prendete appunti!)
  • E, ovviamente, come per ogni Capodanno, accendete tante candele e illuminate la vostra vita

 

Buona rinascita a tutti!

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