Il Filo Rosso – Il Qui ed Ora

Il filo rosso - Il Qui ed Ora

Il Filo Rosso – Il Qui ed Ora

Dopo il sacro, mi chiedo perché io sia ancora qui a tentare di sbrogliare una matassa di pilastri filosofici. L’Hic et nunc mi schiaccia dall’alto della sua magnificenza. Allora io mi metto seduta, apro le braccia e gli dico: schiacciami, sono tua e vediamo che succede.

Il “qui ed ora”, anche detto “presente” o “stare” è la formula magica per non attaccarsi alle cose.

Se la definizione non vi convince pensate che sulla treccani viene tradotto con “subito, immediatamente”, ribadendo il tempo e dimenticando lo spazio, come se si fosse chiamato “ora ora” e invece non è solo adesso, è anche esattamente dove siamo. È importante.

 

Il teatro succede quando il “qui ed ora” diventa una questione collettiva.

 

Tutta l’arte lo richiede, ma il teatro lo richiede in un momento specifico che non può essere un altro e riguarda tutti i presenti, pubblico compreso: comincia dietro le quinte e finisce a sipario chiuso e deve coinvolgere tutte le persone in scena e tutte le persone in platea, altrimenti hai fatto comunque teatro, ma non arte. Nel teatro esiste una sola possibilità di acchiapparlo, non lo puoi rifare in bella, non lo puoi pulire o aggiustare dopo. Ecco perché nei corsi di teatro, soprattutto agli inizi, “non si recita mai”, perché prima di arrivare lì ci si svuota e ognuno ha poi formulato i propri metodi per creare l’attitudine a “stare”, perché risolto quello recitare non serve più.

Avete mai visto un artista che crea nel qui ed ora? Ve lo auguro di tutto cuore. Lo vedi e pensi che non avrebbe potuto fare altro, senti l’esattezza, il flusso scorrere ovunque e contagiare tutto, ci si deve lasciar contagiare.

E dopo questa, se prima ero schiacciata da un concetto, ora ho tirato in ballo tutta l’estetica (branca della filosofia che si occupa di fruizione artistica), ma torniamo a noi, perché anche sentirsi schiacciati è un meccanismo che distrae dal “qui ed ora”.

È introvabile se lo cerchi, perché cercarlo è ancora attaccarsi a qualcosa, cercare il “qui ed ora” o preoccuparsi di starci quando arriva è ancora disperdere energia. Possiamo solo predisporci per accogliere quello che arriva. Serve fiducia: il teatro prevede un atto di fiducia.

Se gli artisti sono nel flusso e il pubblico si predispone liberamente a ricevere, il tutto è parte della creazione, si è parte dell’opera d’arte.

Sembra di parlare della vita perché l’arte sublima la vita e ne concentra tutta l’energia nel “qui ed ora.”

BUM.

Stare non è altro che essere presenti a quello che si sta vivendo, non considera altro che quello che c’è, il presente così com’è.

A scriverne sembra incredibile quanto non siamo capaci di starci.

Il filo rosso - Il Qui ed Ora

Lo yoga dal tappetino ci conduce all’esperienza e la sfida è portarla nella vita.

Il teatro non ha questa pretesa. Il mio maestro diceva che se avessimo saputo fare nella vita quello che portiamo sulla scena saremmo dei supereroi. Non so se vi è mai capitato, ma in effetti è potente.

Il presente nella vita ci fa fatica perché la mente si aggrappa a tutto quello che trova per andarsene avanti o indietro, nella preoccupazione di qualcosa che ancora non sappiamo e già ci tormenta e nella nostalgia di qualcosa che non esiste più, ma che non abbiamo superato. Tutti quegli strascichi di incomprensione passata e preoccupazione futura ingombrano così tanto da non fare spazio al presente che è molto più semplice. È semplice perché è realmente l’unica cosa che c’è e di cui non smettiamo mai mai mai di fare esperienza, è tutto quello che abbiamo, più semplice di così…

Ogni volta che ci aggrappiamo a qualcosa che non è il presente, disperdiamo energia.

Il tappetino da yoga ti mette di fronte a tutto quello che hai: è con te che te la devi vedere e se smetti di farti resistenza, le cose si sciolgono da sé.

Non servirebbe lo yoga se noi fossimo naturali, ma non lo siamo.

Saper lasciare andare, fluire, ridimensionare, trascendere sono tutte cose che verrebbero naturali, se vivessimo in modo più naturale e con “naturale” non intendo niente di filosofico questa volta, non ha interpretazioni, è ciò che viene spontaneo e quando si è spontanei si vive in risposta e in connessione da fuori a dentro e da dentro a fuori, proprio come respirare. Perché respirare è spontaneo e naturale, ma prova a chiedere a qualcuno di respirare e non sa più farlo, ci si riallena anche a respirare, proprio come ci si riallena al “qui ed ora”, che pur essendo l’unica cosa che abbiamo, non ne siamo (quasi mai) coscienti.

Si parte dall’ascolto e si finisce nel flusso, si entra e si esce, il flusso è sempre lì, a volte lo percepisci ma non ci entri, a volte lo cavalchi, a volte lo vedi, a volte lo crei, ma serve essere presenti, vuoti e ricettivi e serve rieducarci all’ascolto.

Nella vita non ci permettiamo più di tanto di vivere il presente perché tutto sommato lasciare andare è un processo che richiede consapevolezza e coraggio: è scegliere di saltare nel vuoto.

Quando lasci andare salti cosciente di quello che fai.

Quando smettiamo di ancorarci a qualcosa, qualsiasi cosa, fosse anche una paura, stiamo scegliendo consapevolmente di fidarci del vuoto e di lasciarci andare. Sembra da pazzi eppure il vuoto non è altro che spazio.

Quando facciamo spazio ci predisponiamo a ricevere.

Cosa ricevi se sei pieno? Dove metti tutto quello che arriva se il corpo è pieno di nodi, la mente di giudizio, l’agenda di appuntamenti, la casa di cose che non servono?

Non si tratta solo di ricevere, ma di incanalare e restituire, serve spazio, servono canali puliti, serve chiarezza.

Non voglio dire che per vivere il qui ed ora sia necessario fare teatro o yoga, ma credo che più ci si allontana dall’arte e dalla spiritualità, di qualunque forma esse siano, più sia difficile trovarsi nella vita col privilegio di stare. Io mi occupo di teatro e vi racconto la mia esperienza di yoga perché è lì che ho incontrato il “qui ed ora” come consapevolezza e attitudine, ma si può farne esperienza nell’esistenza tutta. La natura, ad esempio, non parla d’altro.

Dott.ssa Fouseau

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